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Disturbi dell'apprendimento a Reggio Emilia

Diagnosi e intervento precoce dei disturbi dell’apprendimento

Introduzione

Le stime della prevalenza dei Disturbi dell’Apprendimento variano dal 2 al 10% a seconda della natura della valutazione e delle definizioni utilizzate. Statisticamente viene diagnosticato un Disturbo dell’Apprendimento a circa il 5% degli studenti delle scuole elementari.

I problemi di apprendimento interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo, o di scrittura.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, cui fa riferimento l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Disturbi dell’Apprendimento vengono diagnosticati quando i risultati ottenuti dal soggetto in test standardizzati, somministrati individualmente, su lettura, calcolo, o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione, e al livello di intelligenza. Possono essere usati diversi metodi statistici per stabilire se un divario è significativo. Di solito viene definito sostanzialmente inferiore un divario di più di 2 deviazioni standard tra i risultati ed il QI.

Demoralizzazione, scarsa autostima e deficit nelle capacità sociali possono essere associati ai Disturbi dell’Apprendimento. La percentuale di bambini o adolescenti con Disturbi dell’Apprendimento che abbandonano la scuola è stimata intorno al 40% (o circa 1,5 volte in più rispetto alla media).

Gli adulti con Disturbi dell’Apprendimento possono avere notevoli difficoltà nel lavoro o nell’adattamento sociale. Molti soggetti (10-25%) con Disturbo della Condotta, Disturbo Oppositivo Provocatorio, Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, Disturbo Depressivo Maggiore sono affetti anche da Disturbi dell’Apprendimento.

Ci si dovrebbe assicurare con cura che le procedure per la valutazione dell’intelligenza, riflettano un’adeguata attenzione al retroterra etnico o culturale del soggetto. Ciò si realizza di solito usando test in cui le caratteristiche rilevanti dell’individuo, sono presenti nel campione di standardizzazione del test, oppure impiegando un esaminatore che ha familiarità con gli aspetti del retroterra etnico o culturale del soggetto. Per fare diagnosi di Disturbo dell’Apprendimento si richiede sempre una somministrazione individualizzata del test.

Sottotipi di disturbi dell’apprendimento

  • Dislessia
    Nei soggetti con disturbo della lettura la lettura orale è caratterizzata da distorsioni, sostituzioni o omissioni; sia la lettura orale che quella a mente sono caratterizzate da lentezza ed errori di comprensione. L’anomalia della lettura interferisce notevolmente con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura.
  • Disgrafia
    Esiste in genere un insieme di difficoltà nella capacità del soggetto di comporre testi scritti, evidenziata da errori grammaticali o di punteggiatura nelle frasi, scadente organizzazione in capoversi, errori multipli di compitazione, e calligrafia deficitaria.
  • Discalculia
    Nel disturbo del calcolo possono essere compromesse diverse capacità, incluse le capacità “linguistiche” (per es., comprendere o nominare i termini, le operazioni, o i concetti matematici, e decodificare problemi scritti in simboli matematici), capacità “percettive” (per es., riconoscere o leggere simboli numerici o segni aritmetici e raggruppare oggetti in gruppi), capacità “attentive” (per es., copiare correttamente numeri o figure, ricordarsi di aggiungere il riporto e rispettare i segni operazionali) e capacità “matematiche” (per es., seguire sequenze di passaggi matematici, contare oggetti, e imparare le tabelline).
Destinatari

Bambini del primo ciclo della scuola elementare (prima e seconda elementare) che abbiano manifestato problemi o ritardi nello sviluppo di competenze specifiche, rispetto ai propri compagni di classe; oppure bambini che, pur conseguendo risultati nella media della classe necessitino di un impegno significativamente più gravoso rispetto ai coetanei.

Obiettivi

Diagnosi

Un’accurata diagnosi è fondamentale soprattutto per due aspetti:

  • Intervenire precocemente ed efficacemente per prevenire o ridurre insuccessi scolastici, abbandono scolastico e carenze culturali.
  • Evitare il deterioramento della relazione insegnante-allievo o genitore-figlio che spesso è conseguenza di tali disturbi, quando vengono confusi con poca motivazione e impegno insufficiente.
  • Sollevare la famiglia dalla preoccupazione che i risultati scolastici del figlio siano dovuti a deficit cognitivi più gravi.
  • Prevenire i disagi emotivi che accompagnano e complicano le difficoltà scolastiche: insicurezza, scarsa autostima, carenza di autoefficacia percepita.
Indirizzo al trattamento più adeguato

L’obiettivo secondario del nostro progetto è quello di fornire un supporto ai genitori e agli insegnanti nella scelta del trattamento più idoneo. L’efficacia degli interventi è infatti strettamente interdipendente con la qualità della collaborazione tra i diversi ambiti della vita del bambino (scuola e famiglia).
L’intervento deve essere necessariamente multidimensionale e comprendere:

  • l’eventuale invio in centri psicologici pubblici o privati;
  • l’utilizzo di tecniche e materiale specifico e facilitato di cui il bambino possa usufruire sia a casa che a scuola per “aggirare” le sue difficoltà e potenziare le sue lacune.

Obiettivi specifici

Assessment
  • Escludere la presenza di disturbi neurologici, deficit sensoriali e altre condizioni mediche rilevanti.
  • Indagare sull’eventuale presenza di importanti problemi emotivi/relazionali/ comportamentali.
  • Escludere cause di deprivazione culturale.
  • Valutare il livello intellettivo con uno strumento standardizzato (es. PM, WISC-R) per escludere un Ritardo Mentale o un Funzionamento Intellettivo limite.
  • Procedere con le prove specifiche per i Disturbi di Apprendimento.
Trattamento
  • Facilitare l’apprendimento contenutistico del programma scolastico per evitare che il bambino “rimanga indietro” rispetto al resto della classe, attraverso il supporto di materiale di studio facilitato, concordato con le insegnanti (ipertesti, libri facilitati, dispense, uso del computer, utilizzo di audio cassette).
  • Favorire il potenziamento delle abilità carenti attraverso l’esercizio mirato.

Strumenti

Per la diagnosi
  • Prove MT: prove obiettive e standardizzate sulla popolazione italiana per la valutazione delle capacità di lettura. Facili da somministrare permettono di ottenere una misurazione obiettiva della rapidità di lettura, correttezza e della comprensione del testo.
  • TMA: prova specifica per la misurazione dell’autostima; è importante valutare l’autostima scolastica e lo stile di attribuzione.
  • Prove Oggettive di Matematica; test ABCA: Abilità nel Calcolo Aritmetico; test SPM: Abilità di Soluzione dei Problemi).
Per il trattamento
  • Rinforzamento.
  • Modellaggio.
  • Rinforzamento informativo (feedback).
  • Strategie cognitive: autovalutazione e autorinforzamento.
  • Esercizio alla metacognizione (sottolineare il fine ultimo della lettura che non si riduce a un esercizio tecnico).
  • “training centrato sul deficit”: punta sull’individuazione dei processi carenti e la riabilitazione specifica di questi processi (es. discriminazione visiva, fusione fonetica, ecc.).
  • Tenere conto degli atteggiamenti del bambino: il suo stile di attribuzione e la sua autostima.
  • Analisi del compito.
  • Apprendimento senza errori (aiuto grafico per ridurre al minimo la possibilità di errore).
  • Tutoring e apprendimento cooperativo con un compagno.
  • Testi semplificati, ipertesti, tecnologie informatiche.
  • Parent training.
  • Generalizzazione.
  • Autoistruzione: insegnare al bambino come darsi istruzioni da solo tramite l’uso di un linguaggio interno.

Tempi, modi

La diagnosi di un disturbo di apprendimento necessita, per definizione, la somministrazione individuale di un test specifico standardizzato, per cui pur essendo possibile uno screening.

Qualora la diagnosi fosse positiva e si desiderasse l’intervento attraverso le procedure specifiche sopra citate, la frequenza e la durata degli incontri dovrà essere concordata, ma può essere stimata in due incontri settimanali da un’ora e mezza circa, da effettuare con un prolungamento dell’orario scolastico o con un rientro pomeridiano, a seconda delle esigenze della famiglia.


Riferimenti bibliografici

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De Beni M. (2000), Educare all’altruismo, Edizioni Centro Studi Erickson, Trento
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Di Pietro M. (1999), L’ABC delle mie emozioni, Edizioni Centro Studi Erickson, Trento
Di Pietro M., Bassi E., Filoramo G. (2001). L’alunno iperattivo in classe. Edizioni Erickson, Trento.
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Gordon T. (1991), Insegnanti efficaci, Giunti Lisciani Editori
Kelley M.L. (1994), Comunicazioni scuola-famiglia. Edizioni Erickson, Trento.
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Dott.ssa Iris Guazzetti
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Dott.ssa Iris Guazzetti Psicologa Psicoterapeuta
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Iscritta all’Albo degli Psicologi dell’Emilia Romagna n. 3900/sezione A
Laurea in Psicologia università di Parma e scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo comportamentale
P.I. 02144480353

 

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